Convegno: “La malattia di Alzheimer: la Cura oltre le cure”

“La malattia di Alzheimer: la Cura oltre le cure”. Questo il tema del Convegno organizzato dalla Associazione “Allegra-Mente”, guidata dalla presidente Maria Cara, in sinergia con il Consultorio “Pasquale Raffa“ di Reggio Calabria, svoltosi venerdì 14 novembre nella sede del Consiglio Regionale della Calabria. Dalla demenza non è possibile guarire, ma la cura è sempre possibile. Va sviluppato un approccio innovativo che deve affiancare le terapie farmacologiche, ovvero la forza delle relazioni in rete tra loro con il sostegno delle risorse del territorio.

Alla presenza di un vasto uditorio che ha riempito la Sala Monteleone di oltre duecento partecipanti, i relatori, giunti da ogni parte d’Italia, hanno definito i lavori come i Primi Stati Generali dell’Alzheimer svoltisi in Italia.

Hanno relazionato molti tra i principali esperti della cura della malattia, oltre ai rappresentanti di istituzioni e realtà associative provenienti da tutta Italia: Monza, Treviso, Alessandria, Roma, Catanzaro.

A condurre l’incontro è stato il giornalista e scrittore Fulvio Benelli, autore del pluripremiato romanzo-verità “Crimine infinito” e attualmente autore e volto di Uno-Mattina di Rai1. Benelli ha moderato gli interventi con riflessioni e spunti che hanno arricchito il dibattito. Dal punto di vista scientifico, vi è stato il coordinamento della dottoressa Concetta Mina, neurologa e psichiatra, che ha dato vita al Primo Alzheimer-cafè di Roma.

La mattinata si è aperta con un momento di intensa commozione: il marito di una paziente reggina, Giovanni Bellé, ha letto una poesia dedicata alla moglie Francesca, toccando i cuori di tutti i presenti e dando il tono a una giornata che ha saputo coniugare rigore scientifico e profonda umanità.

È intervenuto, quindi, l’arcivescovo di Reggio Calabria mons. Fortunato Morrone che ha rivolto un caloroso ringraziamento all’associazione “Allegra-Mente” per l’impegno quotidiano a favore dei malati e delle loro famiglie, riconoscendone l’alto valore sociale e umano, poichè va ben oltre l’assistenza sanitaria. Il presule ha sottolineato che la fragilità interessa la vita di ogni persona, senza distinzioni di ceto, età o appartenenza.

Tra i partecipanti di alto profilo, la presenza della senatrice Tilde Minasi e del Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Calabria, avvocato Ernesto Siclari, che ha sottolineato l’attenzione delle istituzioni verso una problematica che riguarda circa 30mila persone in Calabria e 600mila in tutta Italia.

Tra gli interventi istituzionali, quelli del dott. Pasquale Veneziano, presidente dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, e Manuela Berardinelli, presidente nazionale di Alzheimer Uniti Italia Onlus. 

Particolarmente apprezzato è stato poi l’intervento di Francesco Marchitelli, direttore generale dell’ASL di Alessandria, che ha portato la sua esperienza maturata in diverse regioni italiane, dalla Calabria al Piemonte. Egli ha voluto sottolineare l’importanza di una rete integrata di servizi e della collaborazione tra i territori.

Sulla stessa lunghezza d’onda, l’intervento della dottoressa Silvia Vettor della Rete Alzheimer di Treviso..

Grande attenzione hanno suscitato i contributi innovativi sulla malattia. Il Centro diurno integrato di Casale Monferrato, realizzato dall’oncologa Daniela Degiovanni; il “Borgo Amico delle Demenze” di Cicala, primo in Calabria, guidato dall’associazione Ra.Gi. presieduta da Elena Sodano; il “Villaggio Paese Ritrovato” di Monza, realizzato dalla Cooperativa La Meridiana.

Le tre realtà hanno fatto vedere come sia possibile restituire dignità alle persone affette da demenza attraverso un approccio comunitario e inclusivo.

Da sottolineare, tra gli altri, l’intervento della dottoressa Nicoletta Locuratolo, neurologa dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha presentato lo stato dell’arte della ricerca sull’Alzheimer, offrendo una prospettiva scientifica aggiornata sulle più recenti acquisizioni nel campo.

Nel momento dedicato al confronto tra mondo associativo e Terzo Settore, sono intervenuti Iman Meskelindi e Anna Elisa Zema per l’Associazione Allegra-mente, e Fortunato Campolo, psicoterapeuta, responsabile dell’ambulatorio demenze dell’Associazione Medicina Solidale di Arghillà.

«La cura oltre le cure – ha sottolineato Maria Cara – significa che al di là della terapia farmacologica è fondamentale portare un abbraccio, creando una rete di sostegno che possa limitare i danni di chi rischia di sentirsi molto solo. La cura, ogni cura, parte da lì».

Il carattere fortemente multidisciplinare del convegno ha rappresentato uno dei suoi punti di forza: psichiatri, neurologi, operatori del sociale, assistenti sociali, OSS e rappresentanti del Terzo Settore si sono confrontati in un dialogo costruttivo che ha messo in luce l’urgenza di superare gli steccati tra le diverse competenze.    

A chiudere i lavori, la dottoressa Fortunata Tripodi, coordinatrice dell’integrazione socio-sanitaria per la disabilità complessa dell’ASP di Reggio Calabria.

Il messaggio lasciato ai convegnisti è stato questo: costruire ponti.

Costruire ponti tra le famiglie, tra i malati e i care-giver, e ancora tra le risorse del territorio, perché per affrontare una simile patologia è necessario unire le forze che, soprattutto alle famiglie, vengono a mancare.

L’evento ha confermato come la Calabria possa essere portatrice di innovazione nel campo sanitario, guardando al futuro con progetti concreti che mettono al centro la dignità infinita della persona e l’alto valore della Rete sociale.

Roberto Pennisi