Riflessioni sulla Dilexi te

La Federazione dei Consultori Familiari d’Ispirazione Cristiana della Sicilia ha organizzato un incontro natalizio in modalità on-line per la formazione spirituale degli operatori, guidato dal consulente ecclesiastico regionale don Salvatore Bucolo, direttore della Pastorale Familiare di Catania. La Presidente della Federazione Agata Pisana ha coordinato l’evento, sottolineando l’importanza di questi appuntamenti annuali che permettono agli operatori dei consultori di ricevere nutrimento spirituale dopo un anno dedicato ad assistere gli altri, preparandosi ad affrontare l’anno successivo con rinnovata energia.

Don Salvatore Bucolo ha presentato una riflessione approfondita sull’esortazione apostolica Dilexi te di Papa Leone XIV sull’amore verso i poveri, evidenziando la continuità con il magistero precedente e spiegando come il documento annunci che Dio ama profondamente chi è scartato dalla società.

Il relatore ha illustrato come i poveri non siano semplicemente una categoria da aiutare, ma rappresentino un luogo rivelativo del volto di Dio, della Chiesa e dell’umanità, definendoli portatori del “codice genetico” divino e soggetti della rivelazione.

È stato utilizzato l’esempio di San Francesco d’Assisi per dimostrare come la scelta della povertà possa generare un rinnovamento straordinario della Chiesa e della società, trasformando la povertà da luogo di fuga in spazio di liberazione dall’autoreferenzialità.
Don Bucolo ha collegato quindi il tema del “grido dei poveri” al servizio quotidiano nei consultori familiari, evidenziando come gli operatori incontrino persone povere non solo materialmente ma anche affettivamente, nelle relazioni familiari e nei traumi personali.

Il sacerdote ha approfondito il concetto di “opzione preferenziale di Dio per i poveri” spiegando come Cristo stesso si sia fatto povero, rappresentando il “privilegium pauperum” e ribadendo che non si può amare Dio senza estendere l’amore ai poveri.

Ha sottolineato infine l’importanza del patrimonio di apporto sociale dei “poveri” (intesi appunto in senso lato), che nel superare i propri disagi diventano a propria volta portatori di ricchezza umana e relazionale.

L’incontro si è concluso con la benedizione di don Bucolo che ha incoraggiato i partecipanti a perseverare nel servizio dei consultori, definiti luoghi di “trincea” dove si raccolgono i sintomi di una cultura che soffre, e ricordando che Cristo stesso ha vissuto “in trincea” fino alla croce.